Ricarica rapida

La ricarica rapida è stata introdotta per la prima volta da Qualcomm con la sua Quick Charge 1.0: da allora è stata molto migliorata e molti produttori di smartphone ne hanno implementata una proprietaria nei dispositivi da loro commercializzati.


Questa tecnologia implementata per la prima volta su più di 70 processori Snapdragon nel 2013 permetteva, a parità di capacità della batteria, una ricarica del 40% più veloce. Oggi le batterie sono sempre più capienti e siamo arrivati alla versione Quick Charge 3.0, che rispetto alle capacità delle batterie degli smartphone attuali permette tempi di ricarica davvero rapidi. Anche gli altri produttori però non sono rimasti a guardare: sebbene la maggior parte utilizzi la modalità di ricarica rapida di Qualcomm, altri come Asus, Sony o Oppo hanno creato e implementato altri sistemi di ricarica rapida.

Ricarica rapida

Non cambia però il principio di funzionamento: l’alimentazione viene forzata ad una tensione più alta rispetto a quella a cui lavora solitamente la batteria, variando comunque da alimentatore ad alimentatore e con una potenza sempre inferiore ai 15W. Se si aumenta la tensione, a parità di corrente erogata, la batteria riesce ad assorbire una potenza elettrica maggiore permettendo così una ricarica più rapida almeno fino al 60-70% della capacità totale. L’evoluzione in tal senso è tale che Qualcomm dichiara che sia possibile ricaricare i dispositivi dotati di supporto alla Quick Charge 3.0 quattro volte più velocemente che con la tecnologia Quick Charge 1.0: ciò permette una velocità di ricarica teorica (che cambia ovviamente in relazione alla capacità della batteria) di più del 50% in mezz’ora.

Dall’ altra parte della barricata, possiamo affermare che il sistema concorrente più efficiente sembra essere VOOC di Oppo: questo sistema di ricarica rapida è stato implementato a bordo di diversi modelli come Find 7, F1 Plus e R7 e permette, a detta della casa produttrice una ricarica fino al 75% in soli 30 minuti di tempo. Se mettiamo a confronto l’evoluzione degli smartphone, prendiamo come esempio Xperia Arc, modello del 2011 possiamo notare che a bordo ha una batteria da 1500 mAh, mentre oggi troviamo device con una capacità almeno superiore ai 2500 mAh. Lo smartphone di Sony impiegava più di un’ora per ricaricare completamente la batteria, mentre adesso in un’ora circa vengono ricaricate batterie da più di 3000 mAh.

Grazie allo sviluppo delle tecnologie di ricarica rapida abbiamo quindi il vantaggio di poter ricaricare molto più velocemente batterie sempre più capienti. Il prossimo passo sarà probabilmente per i produttori lo sviluppo di batterie che assicurino una capacità maggiore a parità di dimensioni, con cicli di ricarica molto più numerosi a disposizione dell’utente contro i circa 800 attuali prima che inizi il degrado della batteria.

 

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Classe '89, cresciuto con Symbian nel mondo Nokia per approdare poi ad Android già con i primi device. Amante della tecnologia e di tutti i suoi contorni mi piace essere sempre up to date!